Apple M1 straccia Core i5 da oggi compatibile con Photoshop e non solo

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Adobe ha commissionato un report indipendente dove mette a confronto un Mac con M1 e un Mac con Intel di pari prezzo con 7 applicazioni della Creative Cloud. Il risultato mette davvero in imbarazzo Intel.

Adobe ha quasi completato la transizione della sua Creative Suite verso l’architettura ARM. L’obiettivo era ovviamente quello di portare le app per la creatività, sviluppate esclusivamente per processori Intel, sui nuovi Apple Silicon, ma come sappiamo da questo lavoro di riscrittura ne ha beneficiato anche Windows, visto che alcune applicazioni sono arrivate contestualmente anche su Windows ARM.

Dopo alcune beta Adobe ha annunciato ieri la disponibilità di Premiere Pro e Lightroom Classic, e ormai le sette applicazioni principali che compongono la Creative Cloud sono finalmente disponibili anche in versione nativa per Apple Silicon, non richiedono più Rosetta. Stiamo parlando di Photoshop, Illustrator, InDesign, XD, Lightroom, Lightroom Classic e Premiere Pro.

Adobe ha commissionato ad una azienda esternare che si occupa di benchmark un report sulle prestazioni ottenibili dalla nuova versione della Creative Suite, e il risultato del report mette in una posizione abbastanza imbarazzante Intel.

Pfeiffer, infatti, ha condotto 774 test individuali su ognuna delle singole applicazioni confrontando un MacBook Pro da 13” con 16 GB di RAM e processore M1 confrontandolo con la versione da 13” con processore Intel Core i5 quadcore di decima generazione, 2.0GHz di clock e Intel Iris Plus Graphics, lo stesso MacBook Pro che oggi Apple vende a 2.229 euro per chi non vuole Apple Silicon.

Il risultato dei 774 test, fatta una media, mostra un incremento di prestazioni e velocità dell’83%.

Pfeiffer ha spiegato di aver preso macchine identiche anche nello storage, di aver condotto test di utilizzo reale (poi ne vedremo alcuni) e di averli ripetuti tre volte, prendendo poi la media come valore.

Partendo da Photoshop, i test principali fatti hanno riguardato operazioni decisamente pesanti come la selezione dei soggetti, il riempimento in base al contenuto e il merge di più foto per creare foto gigapixel. In tutti i test il processore M1 ha eseguito il lavoro nella metà del tempo. Ecco i risultati.

Ancora più rilevanti le differenze nel caso di Premiere, lavorando su file Sony XAVC S 4K a 100p ed eseguendo operazioni come l’encoding o il rilevamento delle scene.

Il report completo è disponibile a questo indirizzo, ma se prendiamo la tabella globale e guardiamo ad alcuni numeri ci rendiamo conto che il risultato è schiacciante: difficile prendere in considerazione, anche per una suite “professionale” come la Creative Cloud, un processore Intel. Questo, cosa non da poco, se consideriamo che l’M1 è solo il primo processore annunciato da Apple e non è nemmeno quello che dovrebbe essere usato sulle workstation.

Pfeiffer scrive che su 774 test eseguiti non c’è un solo test dove Intel riesce a fare meglio di Apple Silicon, anche se lascia aperta una porta: un processore Intel, con una scheda grafica esterna, potrebbe risultare migliore dell’M1 in alcuni settori. Secondo l’azienda che ha stilato il report questo gap potrebbe essere chiuso senza alcun problema da Apple con la nuova generazione di SoC.

Per quanto il risultato non sorprenda più di tanto, non si capisce per quale motivo Adobe abbia dovuto commissionare una ricerca simile: l’obiettivo probabilmente era far vedere quanto erano stati bravi ad ottimizzare il codice della Creative Cloud in versione ARM, tuttavia agli occhi di tutti quello che emerge è una supremazia netta di Apple nei confronti di Intel, azienda che è sempre stata un partner forte per Adobe.

Sarebbe stato interessante vedere anche come si comportava la versione ARM su Windows, ora che Photoshop e altri applicativi possono girare senza problemi anche su uno Snapdragon.

Fonte:
https://www.dday.it/redazione/39744/creative-cloud-il-report-adobe-che-mette-in-imbarazzo-intel-7-applicazioni-e-744-test-apple-m1-straccia-sempre-il-core-i5

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