Workflow, le 9 fasi del videoediting

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Realizzare video è diventato fondamentale. Per un fotografo, un giornalista, un giovane imprenditore digitale, uno studente universitario, un amatore appassionato di video, un influencer o semplicemente per tutti quei creativi che cercano di realizzare le proprie idee attraverso un video.

Ogni giorno viene diffusa una quantità infinita di contenuti, per innumerevoli settori e con obiettivi differenti. Anche se ormai in moltissimi hanno iniziato a produrre contenuti video, non tutti conoscono bene quelle che sono le fasi più importanti, i passaggi che trasformeranno un contenuto in un contributo professionale e per molti aspetti, a seconda degli obiettivi, accattivante. Non conoscere e mettere in atto una strategia di lavoro efficiente ci porta quasi sempre alla realizzazione di un prodotto amatoriale, oltre che ad allungare i tempi di realizzazione e non garantire un risultato di livello.

È una questione anche e soprattutto di metodo di lavoro ed è proprio sul workflow inerente alla post-produzione video che oggi ci confrontiamo con Gianmarco Capri, Filmmaker e CEO di Montalo che ha creato uno spazio interamente dedicato a chi contenuti video. Una community dove i membri si confrontano attraverso le proprie esperienze e conoscenze in un percorso didattico costruito come fosse un videogioco, attraverso le unità.

“La scorsa estate mi sono chiesto: esiste un luogo dove professionisti, appassionati del settore e creator alle prime armi interagiscono in un ambiente costruttivo e formativo? Così ho creato Montalo una vera e propria chiamata all’azione per tutti quelli che vogliono conoscere e imparare meglio come realizzare un video”.

Oggi sapere curare l’editing di contenuti video è diventata una vera e propria necessità: “Se pensiamo al numero di contenuti video che ogni giorno vengono diffusi possiamo immaginare quanto sia cresciuta la richiesta e che impatto ormai ha l’audiovisivo per la società e la comunicazione.

In svariati ambiti e settori professionali è richiesta una conoscenza di questo tipo ed ecco perché sempre più persone cercano di rivolgersi a corsi o scuole per imparare a montare, spesso con risultati non totalmente gratificanti.

Saper montare sicuramente non significa semplicemente conoscere uno o più software di editing. Per acquisire un metodo di lavoro veloce, efficace e personale ci vogliono anni di formazione, esperienza e ricerca. L’unico modo per diminuire questo tempo è potersi confrontare con grandi sfide e professionisti validi. Questo grazie all’esperienza ma anche e soprattutto in luoghi come Montalo”.

I prerequisiti per approcciare alla post-produzione- “Per farlo in maniera professionale e avere delle conoscenze solide per quanto riguarda tutto ciò che concerne l’immagine, è impensabile potersi rapportare con essa senza conoscere l’essenza di cui è fatta. Questo in termini pratici significa avere ben chiari alcuni concetti fondamentali come il frame rate, la risoluzione, la scansione dell’immagine, l’aspect ratio, il formato, il codec, il bit rate, il campionamento colore, il sottocampionamento della crominanza, la profondità colore in bit, log e lut. Una volta che si avrà una piena conoscenza di quelli che sono i prerequisiti di base, ovviamente si dedicherà del tempo ad imparare uno o più software.

Il ruolo dei software – Quando si tratta di postproduzione deve essere ben chiaro che rappresenta un insieme di processi e lavorazioni, quindi per quanto alcuni programmi puntino a diventare sempre più onnicomprensivi, è difficile che si lavori sempre e solo con un unico programma.

A mio avviso quindi è fondamentale conoscere bene i workflow professionali che permettono di mettere in relazioni non solo più programmi ma anche più figure professionali. Per quanto il mercato proponga sempre di più delle figure che uniscono più competenze all’interno di una sola figura, è chiaro che quando si lavora su progetti altamente professionali il gioco di squadra è tutto. Bisogna avere le competenze necessarie per capire come funziona la post produzione in maniera complessiva (anche se si hanno delle competenze specifiche in un campo è bene avere un’idea chiara di come funzionano tutti i processi) e per far dialogare più programmi.

È un lavoro in team, quindi la collaborazione è un aspetto fondamentale per ottenere dei buoni risultati. Si lavora fondamentalmente per un obiettivo comune quindi capacità di comunicazione e di collaborazione. Questo significa anche rivolgersi agli altri per chiedere un’ opinione in merito al lavoro che si è fatto, bisogna imparare ad analizzare in modo critico il proprio lavoro, sfruttando e crescendo grazie all’opinione di altri professionisti e creativi”.

E se si lavora da soli?  – “ In quel caso non ci si va ad interfacciare con altri professionisti, ma è comunque necessaria avere un’organizzazione precisa. Ordinare il materiale in modo preciso, prendere appunti, fare delle revisioni anche a distanza di giorni è fondamentale e non possono essere considerati aspetti secondari questi”.

Quali sono i migliori programmi di montaggio e perché? – “Come un libro non si giudica dalla copertina così un montatore non si contraddistingue per il software che utilizza. Tuttavia è fondamentale trovare il programma con il quale riusciamo a lavorare meglio. Mi sento di citare sul podio tra tutti 3 software: Premiere, perché è quello che utilizzo principalmente e perché ha dei grandi vantaggi che lo fanno ancora essere il programma più utilizzato. Avid Media Composer perché rimane il più richiesto nell’ambito cinematografico e televisivo. DaVinci Resolve perché è leader indiscusso per la color e perché offre gratuitamente una versione standard di altissima qualità dove si sta cercando  di migliorare anche l’interfaccia per il montaggio.

Dopo questi tre c’è Final Cut che ha ancora grossi limiti uno di questi sicuramente è che è solo per Mac. Per quanto molti utilizzino FCP che sicuramente ha delle funzioni molto utili (come ad esempio l’editing in background, una delle trovate migliori del programma) è stato abbandonato da un grande numero di professionisti dopo il suo completo restyling alla versione X che lo ha reso indubbiamente un software più alla portata di tutti. Ovviamente chi è cresciuto professionalmente con un’architettura del programma diversa ha preferito virare su qualcosa che sentisse più vicino. Ma secondo me non è questo il limite di questo software. La sua più grande limitazione è che non permette all’utente di scegliere liberamente il sistema che preferisce. Il programma infatti gira solo su Mac e questo esclude una larga fetta di montatori che utilizzano invece il PC.

Il resto dei programmi che non cito non vuol dire che non possono essere usati. Come ho detto prima, i citati sono i migliori in circolazione e quelli che i professionisti utilizzato nel settore”.

La gestione del workflow di editing –  “Spesso viene legata solamente alle conoscenze tecniche ma non dipende unicamente da questo. Bisogna imparare a gestire tutte le fasi che sono solitamente queste:

1) Analisi del materiale: bisogna per prima cosa capire su che materiale si andrà a lavorare e quali sono tutte le sue caratteristiche ma per far questo ovviamente è necessario comprendere a pieno tutte le variabili che caratterizzano un’immagine video.

2) Controllare l’archiviazione del materiale: è importantissimo controllare se l’archiviazione del materiale è avvenuta in modo preciso e ordinato, proprio perché sarà la base della nostra lavorazione in montaggio. Se hai anche girato il materiale controlla di non aver commesso errori durante questa fase. Se di questo aspetto se ne è occupato un’altra persona chiedi delle spiegazioni in merito se ci dovessero essere dei problemi.

3) Leggere la struttura o uno script (se presente): è importante capire come dovrà essere organizzato a grandi linee il montaggio che si andrà a realizzare e nel caso in cui non ci si è occupati anche delle riprese, è fondamentale avere una reference che possa guidare il nostro lavoro (qui la guida su come si realizza uno script video https://m.me/gianmarcocaprifilmaker?ref=w9845361 ).

4) Effettuare transcode o delle copie in bassa (se necessario): prima di acquisire il materiale è importante capire se potrebbe essere utile ottenere un diverso tipo di file attraverso un’operazione che si chiama transcode. La transcodifica può essere utilizzata per cambiare formato e codec delle nostre clip per fare in modo che si possa lavorare con un codec più favorevole ai processi di editing ( da H264 a ProRes). In questa fase si possono anche creare delle copie in bassa qualità da sfruttare in montaggio per accelerare i processi di editing. Quando infatti si producono immagini ad alta qualità si acquisiscono un’ enormità di dati che richiedono molte risorse per essere elaborati in fase di montaggio. Ma tutte queste informazioni non servono: si possono fare delle copie in bassa qualità con cui montare e poi ricollegarsi al materiale originale durante le fasi finale del progetto.

5) Creare il progetto e acquisire il materiale: è necessario prima di iniziare a montare ovviamente creare un progetto e importare tutto il materiale all’interno del proprio software di montaggio (ecco come fare su Premiere https://montalo.net/workspace-premiere/).

6) Effettuare un montaggio grezzo: è utile per prima cosa creare un montaggio preliminare del proprio lavoro. In questo modo potrai capire se a grandi linee il la struttura video funziona.

7) Rifinire il montaggio: è arrivato il momento di rifinire i dettagli del tuo lavoro dopo che hai la certezza che la struttura complessiva funzioni. In questa fase, se presenti, puoi aggiungere delle grafiche o dedicare del tempo alla lavorazione sul suono.

8) Color correction: è importante effettuare la color correction di un video ed è importate dire che esistono dei professionisti che si dedicano solo a questo, ma alle volte anche ai montatori è richiesto di effettuare delle color semplici. Nel caso in cui si trattasse di una produzione che prevede la presenza di un colorist, è importante in questa fase creare dei files che permettano il roundtrip tra software, ossia trasferire la timeline creata in montaggio dentro un software di color.

9) Export: è l’ultima importante fase di un montaggio attraverso la quale otterremo concretamente un file video da poter distribuire sulla piattaforma più adatta al nostro contenuto. Se stai creando un prodotto per il web, ti consiglio di esportare anche una versione con una formattazione adatta ai social con il quale promuovere quel contenuto.

Queste sono solitamente le fasi che seguo quanto devo editare video e contenuti. Solo una delle fasi di lavorazione di un video.

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